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Le opere di Daniele Cascone (Ragusa, 1977), artista digitale e fotografo, nascono da una lunga ricerca che con elegante equilibrio mutua impulso creativo e raffinata tecnica di realizzazione. Le opere, soffuse della sua sensibilità, parlano al fruitore con ironia e intensa poesia in un linguaggio intessuto di immagini, di simboli, di gestualità, del rapporto tra i soggetti e tutto ciò che è presente, suadente e vellutato, fra le luci e le oscurità.Pur prediligendo la fotografia e la foto-manipolazione è appassionato sperimentatore di tutto ciò è forma di espressione. Ha fondato diversi progetti, tra i quali il web magazine Brain Twisting, e ha partecipato a numerose esposizioni sia in Italia che all’estero; le sue opere sono presenti in varie pubblicazioni.

Come hai iniziato e quando hai incominciato a creare?
Da sempre sono stato attratto da tutte le attività che possono definirsi creative. Per anni mi sono cimentato a disegnare e a dipingere, anche se da dilettante. Un approccio più serio è arrivato con la scoperta del digitale, verso il 1996, e con la fotografia, nel 2006.

Cosa conta davvero nel tuo lavoro?
La lucidità nell’affrontare le varie fasi del processo creativo.

Qual’è il mezzo espressivo che ti fa sentire più a tuo agio?
La fotografia digitale.

Perché e come hai scelto questo tipo di mezzo espressivo e tecnica?
Quando dipingevo e disegnavo, pur avendo delle potenzialità, non sono mai andato avanti a causa della poca pazienza che avevo nell’applicarmi seriamente. Con la fotografia e con il digitale è diverso: nonostante il processo creativo sia spesso difficoltoso e lungo, riesco ad avere una visione complessiva più chiara. Questo mi dà la costanza necessaria per sviluppare progetti che richiedono anche mesi di lavoro.

A cosa stai lavorando attualmente?
Ho ultimato due serie di lavori che presenterò in una mostra, insieme alle opere di Darren Holmes, un autore di origini canadesi.

Parlaci del processo creativo dalla fase iniziale alla finale. Quale momento preferisci nella realizzazione?
Inizio con il realizzare appunti e schizzi di ciò che ho in testa, poi allestisco il set e faccio diverse prove di luci. Quando mi ritengo pronto, scatto le foto e proseguo con l’elaborazione digitale.
Sono operazioni che richiedono molto tempo, perché non sempre fila tutto liscio. Ragion per cui, la parte che preferisco è quando riesco finalmente ad ottenere gli scatti giusti: da lì in poi, il lavoro diventa più piacevole.
Per il resto, il mio rapporto con il processo creativo è di costante amore e odio. Di amore perché ne ho bisogno, di odio perché spesso è una questione di testardaggine e di duro lavoro, stancante e avvilente.

L’arte per te che cos’è?
Oscar Wilde scriveva che “l’arte è completamente inutile”. Però non se ne può fare a meno.

Quali sono i tuoi temi preferiti e che cosa cerchi di comunicare tramite la tua espressione artistica?
Il mio immaginario nasce da basi di tipo esistenzialistico per poi mescolarsi con il surreale e il subliminale. I temi sono l’uomo, la sua esistenza, il subconscio, il simbolismo.

Il colore che cos’è per te? E la forma?
Negli ultimi anni ho adoperato raramente il colore, prediligendo il bianco e nero. Di recente ho realizzato dei lavori a colori, una scelta molto istintiva, fatta senza particolari motivazioni.
La forma è importantissima, passo molto tempo a studiarla per comporre al meglio la scena. Non saprei dire cosa rappresenta per me, forse è una semplice ricerca di equilibrio e di bellezza.

Quali sono gli artisti stranieri che ti affascinano o t’ispirano?
Cambio sempre preferenze, non sono molto fedele a un artista in particolare. Adesso mi viene da pensare a Roger Ballen, Irving Penn, Lauren Simonutti

… e quali sono gli artisti italiani che ami di più?
Di recente ho guardato con interesse il lavoro di Mustafa Sabbagh.

Qual’è il tuo rapporto e la tua esperienza con internet e i social network in ambito professionale?
In qualche modo tutto il mio interesse verso l’arte si è amplificato grazie ad Internet: il mio primo confronto diretto con questo mondo è stato grazie alle community di artisti e ai vari magazine on-line. Adesso è tutto passato in secondo piano e sono i social network a dettar legge. Personalmente li considero degli ottimi canali di promozione, soprattutto se utilizzati correttamente.

Cosa ti aspetti dal futuro?
Spero una crescita costante, un rinnovo continuo.

Qual’è un’opera alla quale sei particolarmente legato?
Non mi lego più di tanto alle mie opere. Ce ne sono alcune che preferisco, certamente, ma una volta che le ho terminate, il mio istinto è di liberarmene per andare oltre.

Grazie Daniele per la tua disponibilità!
Grazie a te e a voi!

http://www.danielecascone.com
https://www.facebook.com/danielecascone.art

[by Silvia Boldrini,
2014, 19 aprile]

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